Risposta alla lettera pubblicata lunedì 1° marzo 2010 sul Resto del Carlino, dal titolo “Il Pronto Soccorso resta da anni in grave emergenza”
Negli ultimi tre anni il numero di accessi dei pazienti al Pronto Soccorso del Bufalini dimostra una sostanziale stabilità con un lieve trend in diminuzione (55.858 accessi nel 2007, 56.206 nel 2008 e 53.617 nel 2009). Anche nei primi due mesi dell’anno in corso si registra un calo di utenti rispetto allo stesso periodo del 2009: 9.115 accessi del primo bimestre 2009 rispetto 8.720 nei due mesi appena trascorsi.
L’entità di questi numeri conferma peraltro la tendenza della popolazione a rivolgersi al Pronto Soccorso ogniqualvolta presenta un “problema” di salute, anche di semplice trattamento: infatti, circa l’80% degli accessi viene classificato con i codici bianchi e verdi, a bassa gravità.
Anche i ricoveri ospedalieri originati dagli accessi in Pronto Soccorso presentano un trend di stabilità negli anni. Per far fronte alla domanda di ricovero proveniente dal Pronto Soccorso, il Sistema Ospedale ha modulato la propria organizzazione delle attività, in modo da riuscire a fronteggiare picchi di ricoveri che sono fisiologici in particolari momenti dell’anno, in relazione all’andamento epidemiologico delle patologie. A tal proposito, si sono anche concordati con le Case di Cura accreditate di Cesena percorsi per il ricovero da Pronto Soccorso così da aumentare la disponibilità dei posti letto per il ricovero in acuto.
Per quanto riguarda gli accessi in fascia d’età pediatrica, il dato è stabile. Per migliorare le modalità di accesso dal Pronto Soccorso alla Pediatria è stato messo a punto un percorso di “salvaguardia”, rivolto ai piccoli pazienti e ai loro familiari, che prevede da parte del medico di Pronto Soccorso la valutazione tempestiva del caso e l’attribuzione di un codice di gravità utile ad orientare il pediatra del reparto. E’ importante sottolineare che, anche per la fascia pediatrica, l’accesso in pronto soccorso deve seguire un percorso di appriopriatezza. Sul territorio, infatti, è attiva una presenza capillare di Specialisti Pediatri che rappresenta il primo e spesso risolutivo riferimento per le famiglie dei piccoli pazienti. Si rileva inoltre che in accordo con i Pediatri di libera scelta, in prossimità di festività, viene attivato un ambulatorio aggiuntivo.
Per le attese in Pronto Soccorso, va specificato che il tempo che intercorre fra l’arrivo in Pronto Soccorso e la prima visita medica, relativamente ai codici bianchi e verdi a bassa gravità, questo non supera nel 99% dei casi le due ore. Maggiori attese derivano invece dal tempo che intercorre fra la prima visita in PS e l’orario di dimissione. Cioè quel tempo impiegato per gli accertamenti diagnostici, le consulenze e le terapie eseguite. Per migliorare questi aspetti percepiti critici dal cittadino che si presenta al Pronto Soccorso con un problema a bassa complessità, si è avviato un progetto sulla definizione dei percorsi diagnostici e di consulenza che potrà prevedere in casi selezionati la gestione diretta da parte degli specialisti interni di pazienti che si presentano con particolari patologie. Inoltre si sta valutando la possibilità di creare percorsi gestiti in autonomia per patologie minori da parte di personale infermieristico. In questo modo le risorse del Pronto Soccorso verranno lasciate maggiormente disponibili per i casi più complessi. Questa “fantasiosa” soluzione è peraltro ampiamente sviluppata in particolare nel mondo anglosassone e già praticata in altre attività sanitarie.
Per quanto concerne la dotazione di personale medico ed infermieristico (rispettivamente 16 medici e 33 infermieri professionali) e le presenze in turno, queste sono in linea con quanto previsto in altri ospedali di dimensioni e complessità simili al Bufalini. Infine, si sottolinea il fatto che, pur in presenza nella normativa nazionale di un blocco al 50% del turn-over, si è cercato di dare massima priorità alla sostituzione del personale in questo settore che si ritiene certamente tra i più critici.
La Direzione Sanitaria