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Riorganizzazione e potenziamento del Centro Salute Mentale dell’Azienda USL di Cesena
Il Centro di Salute Mentale dell’Ausl di Cesena, che oggi ha in carico circa 3.850 residenti nel comprensorio su un bacino di popolazione di circa 200.000 abitanti, nei prossimi mesi sarà oggetto di un ampio progetto di riorganizzazione e potenziamento

Il progetto, determinato dalla necessità di adeguarsi alle nuove normative regionali e alle procedure imposte dall’accreditamento, ma soprattutto legato alla volontà di potenziare e migliorare i servizi anche dal punto di vista della qualità assistenziale  e accessibilità alle cure. Non si tratta dunque di un progetto teso al risparmio di risorse, ma di un incremento dei servizi anche da un punto di vista dell’impegno economico. Il piano aziendale prevede una graduale e progressiva trasformazione dei servizi che culminerà nel consolidamento del modello del Centro di Salute Mentale 24 ore (cioè attivo sull’intero arco delle 24 ore 7 giorni su 7), finora assente nella realtà cesenate che costituisce il fulcro della progettualità.
Il CSM 24 ore rappresenta una delle indicazioni prioritarie dell’ultimo Progetto Obiettivo Salute Mentale del 2000 e del Piano Sanitario Regionale 2009-2011, e per la nostra Azienda declina un’opportunità di risposta integrata alle esigenze dell’utenza, al fine di raggiungere obiettivi di inclusione sociale e di umanizzazione dei servizi. La sua realizzazione viene a legarsi strettamente alla costruzione di una pratica e di una cultura nuova di salute: il Centro di salute mentale diventa luogo il più simile alla vita normale, dove la persona con problemi psichiatrici resta dentro la sua comunità, ed esercita il diritto ad essere assistita 24 ore su 24. Un luogo dove non vi sia concentrazione di gravità, ma apertura a tutte le forme di disagio, con accoglienza in tempo reale ad accesso diretto, con una gestione a porte aperte e contrasto assoluto a pratiche segreganti, stigmatizzanti e lesive della dignità delle persone.

A tale proposito il Dipartimento di Salute Mentale, in collaborazione con i comuni del territorio aziendale e altri enti, ha già avviato tre progetti di inclusione attiva, finalizzati a dare opportunità di integrazione e riabilitazione ai pazienti in questione, portandoli a contatto con la società civile.
Più in particolare i progetti sono articolati come segue:

1. “Progetto casa delle arti” in collaborazione con il Comune di Cesena, finalizzato all’   utilizzo del teatro Aurora di che coinvolgerà gli utenti dei servizi sia nel ruolo di attori, che anche nella gestione vera e propria del teatro.

2.  “Progetto Tutti sulla stessa barca” inaugurato a dicembre, in collaborazione con il comune di Cesenatico e il Museo della marineria, per la ristrutturazione di una barca a vela storica.

3. Progetto  di avvio di una trasmissione radiofonica su radio Icaro  gestita dagli utenti dei servizi di salute mentale del Rubicone.

Fasi della riorganizzazione

Nel corso del 2010 verranno realizzate le prime azioni di sviluppo che prevedono il potenziamento dei servizi e il loro ampliamento con la necessaria gradualità, che consenta la completa partecipazione delle famiglie e dei loro utenti in carico al nuovo assetto organizzativo.
In particolare, nel 2010 si prevede la gestione diretta dei due Centri Diurni da parte dei professionisti dipendenti dell’Azienda. Questo passaggio, che ha suscitato molti malumori, è imprescindibile, per due motivi fondamentali:

1. perché non è permesso da un punto di vista normativo prorogare ulteriormente l’appalto con la cooperativa, ormai scaduto dal dicembre 2008 e già rinnovato in deroga per ben due volte. Su questo aspetto occorre il massimo di chiarezza, perché un ulteriore rinnovo del rapporto contrattuale con la Cooperativa da parte dell’amministrazione aziendale, sarebbe un atto illegittimo.

2. La recente normativa regionale stabilisce che la gestione dei servizi psichiatrici è interamente affidata o a strutture pubbliche o a strutture private accreditate. Non consente una gestione mista (struttura pubblica che affida la gestione di alcuni servizi al privato come nel caso in questione). A ciò si aggiunge che la cooperativa Quadrifoglio attualmente  non presenta i requisiti necessari per l’accreditamento, non ne ha fatto richiesta e anzi, interpellata dall’azienda, ha dato segnali di evidente disinteresse nei confronti della riorganizzazione dei servizi, rifiutando finanche di presentarsi ai numerosi incontri allo scopo convocati dalla Direzione aziendale e di Dipartimento.

Alla luce di queste motivazioni, la decisione di “internalizzare” il servizio si è imposta in maniera ineludibile. In questa prima fase, pertanto, il progetto prevede l’assunzione di figure professionali, educatori (2), infermieri (4) e OSS (2), che costituiranno l’equipe riabilitativa insieme agli altri professionisti del CSM;
Ciò comporterà la  graduale integrazione tra CSM e Centro Diurno. Sono state attivate le operazioni di passaggio delle consegne tra gli operatori della cooperativa Quadrifoglio e i professionisti del CSM, allo scopo di facilitare la presa in carico riabilitativa di questi ultimi alla data di scadenza dell’appalto, al 30 giugno 2010.

Pertanto nel secondo semestre dell’anno un’equipe riabilitativa del CSM, opererà all’interno del Don Minzioni, allo scopo di rendere graduale il passaggio successivo: l’integrazione del Centro Diurno nel CSM. Ciò consentirà l’ampliamento dell’apertura del servizio sui sette giorni e della fascia di attività delle funzioni riabilitative nonché il completamento del progetto con l’attivazione di 7 posti letto nella logica innovativa del CSM aperto sulle 24 ore.

Sarà cosi attivata una risposta da tempo chiesta dalle associazioni degli utenti, ma nel contesto dell’operatività di una struttura territoriale, meglio integrata fra riabilitazione sociale, cura, assistenza sanitaria e prevenzione.
Analogamente, il Centro Diurno del Distretto del Rubicone, attualmente con sede presso la Struttura Riabilitativa Residenziale di Branchise verrà attivato nella sede nuova di Savignano, assieme alle attività del Centro di Salute Mentale. Mentre la struttura Riabilitativa Residenziale manterrà la propria collocazione presso Branchise.

I vantaggi che ne conseguono rispondono a criteri di miglioramento qualitativo dell’offerta, infatti:
1. dal punto di vista strutturale aumenta l’accessibilità al servizio, in quanto la sede di Savignano è molto più facilmente raggiungibile, anche con i mezzi pubblici, da tutti i punti del distretto;
2. dal punto di vista funzionale la contiguità del Centro Diurno con il CSM, consentirà una facilitazione per l’integrazione tra i precorsi di cura e quelli di carattere riabilitativo.

Il programma di potenziamento, dunque, non chiude servizi, ma al contrario attraverso la riorganizzazione, l’internalizzazione  e il riorientamento delle attività, potenzierà e migliorerà il livello qualitativo dell’assistenza e  darà risposte non solo ai 25 utenti dei Centro Diurno  Don Minzioni e Branchise, ma riguarderà i 3850 utenti di tutto il territorio aziendale, ampliando sia gli orari di accesso che le caratteristiche dell’offerta. 

Attività e  benefici del progetto di riorganizzazione e di potenziamento

Il CSM 24 Ore: Punto di riferimento aperto 24 /24 ore, per un’ampia gamma di risposte, prevede le seguenti attività:

visite ambulatoriali; attività di centro diurno: attività di psicoeducazione rivolta ai familiari, terapia cognitivo comportamentale, (progetto get up), attività di milieu, residenzialità per le persone che ne hanno bisogno; servizio di mensa, spazi di incontro per attività volte a favorire la socialità (per familiari, per gruppi, per associazioni), spazi di gestione e di autogestione volti a rafforzare per l’empowerment degli utenti (gruppi di confronto, community meeting); possibilità di garantire forme di trasferimento da e verso il domicilio.

• Garantisce maggiore integrazione con il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura e le UO ospedaliere e supporta il momento della dimissione protetta;
• L’accoglienza H24 può essere decisa e concordata immediatamente, senza burocrazie e rinvii, così come la dimissione;
• Permette un pronto riconoscimento della crisi nelle persone accolte, e consente interventi precoci e leggeri, con possibile riduzione degli interventi e della cronicizzazione;
• Evita la perdita immediata di contatto con la rete ed il contesto di vita;
• Favorisce il mantenimento del ruolo sociale;
• Riduce lo stigma del ricovero;
• La bassa soglia assistenziale e la flessibilità organizzativa sostengono le famiglie ad alto
   carico assistenziale e ne migliorano le relazioni.
• Coagula ed aggrega le attività  del volontariato.

Centri Diurni: La presa in carico dei Centri Diurni, permette:
• Garanzia di coerenza del sistema di cura ponendo le premesse per dare continuità al contratto terapeutico individualizzato e prevenzione degli abbandoni;
• Una migliore accessibilità con ampliamento della fascia oraria di apertura e superamento della soluzione di continuità festiva  dell’attività del CSM;
• Continuità di sostegno alle famiglie;
• Possibilità di aumento della presa in carico e la disponibilità alla gestione della crisi;
• Costante quotidiana verifica sull’appropriatezza degli interventi e sulla valutazione degli esiti;
• Miglior utilizzo delle risorse multiprofessionali;
• Aumento della frequenza da parte di 40-60 fruitori per anno contro i 25 attuali

Infine l’attività h 24 sarà portata a regime entro i primi mesi del 2011, secondo la seguente tempistica:

Il progetto di realizzazione del Centro 24 ore che sarà collocato presso la sede del CSM alle “Palazzine”  a Cesena prevede due fasi successive di implementazione.

1. Nel corso del 2010 l’attività articolata con un Centro diurno aggregato al CSM di Cesena dalle 8 alle 20 dal lunedi al sabato e dalle 8 alle 14 la domenica;

2. nel corso del 2011 l’attività sarà implementata nelle 24 ore.


A cura di:
  Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione
Ufficio Stampa e Media
AUSL di Cesena

Data pubblicazione:  2/20/2010
 

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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione