I risultati di uno studio condotto nei comuni di Area Vasta Romagna al centro di un convegno giovedì 23 febbraio presso l’Aula Magna della Facoltà di Psicologia di Cesena. Il lancio di maschi sterili per impedire la riproduzione della zanzara tra le nuove strategie di lotta. L’impatto sulla vita dei cittadini testato con 1000 questionari telefonici. Per il convegno già 260 iscritti da tutta Italia
Acquisire informazioni sulla biologia della zanzara tigre (Aedes albopictus) presente in Italia, definire le linee guida per le attività di disinfestazione, individuare nuove strategie per debellarla, avviare una campagna di educazione per coinvolgere maggiormente il cittadino. Sono alcuni degli obiettivi del progetto sperimentale “Strategia integrata di lotta contro la zanzara tigre”, finanziato dall’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna e condotto nei quattro comuni di Area Vasta Romagna (Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini). I risultati verranno presentati durante il convegno “Verso una strategia di lotta integrata alla Zanzara Tigre”, in programma giovedì 23 febbraio dalle 9 alle 17,30 presso l’Aula Magna della Facoltà di Psicologia di Cesena (piazza K. Marx 180) con ingresso gratuito e aperto a tutti gli interessati, che già si sono iscritti numerosi. Le iscrizioni, infatti, hanno già raggiunto quota 260 da tutta Italia.
L’incontro, coordinato da Elisabetta Tola, giornalista scientifica e docente dell’Università di Bologna, a cui parteciperà il sindaco di Cesena Giordano Conti e il dott. Pierluigi Macini della Regione Emilia Romagna, oltre ai tecnici impegnati nel progetto, rappresenta il momento in cui comunicare agli operatori sanitari, agli amministratori dei comuni, ai tecnici del settore e ai cittadini, i risultati ottenuti con lo studio e le eventuali contromisure da mettere in atto nella lotta alla zanzara tigre.
E per dare concretezza alle parole è prevista, durante il convegno, la distribuzione ai partecipanti di un opuscolo fresco di stampa contenente le “Linee Guida per il controllo della Zanzara Tigre”.
Passando ad esaminare i risultati dello studio, oltre alle ricerche di campo per la sorveglianza sull’eventuale ruolo della zanzara tigre come vettore di agenti patogeni, appare particolarmente significativa l’elaborazione di una nuova tecnica di lotta integrata messa a punto dai ricercatori che prevede il lancio in territori ben definiti di maschi di zanzara allevati e resi sterili in laboratorio. E poiché la zanzara tigre si accoppia una sola volta nella vita, lo scopo del progetto è quello di far deporre alla femmina solo uova sterili, impedendone così la riproduzione.
Nell’ambito del progetto è stata poi realizzata un’indagine conoscitiva nelle città di Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini che mediante questionario telefonico (1000 cittadini intervistati, 250 per comune, dal 19 agosto al 16 settembre 2005), ha valutato l’impatto della zanzara tigre sulla vita dei cittadini. Il test ha evidenziato che la presenza del fastidioso insetto è in grado di far cambiare abitudini di vita a circa il 40% della popolazione. Per far fronte alle punture della zanzara tigre è dovuto ricorrere a cure sanitarie l’11,3% dei 1000 intervistati, che si sono rivolti in farmacia (2,3%), al medico di base (5,7%) o direttamente al Pronto Soccorso (3,3%).
Fra le prime risposte attivate si è intanto ricorsi alla sperimentazione di nuove forme di comunicazione “attiva” che utilizzano la tecnica della “Peer education” (educazione tra pari), prevedendo il coinvolgimento dei cittadini di alcuni quartieri in veste di “Comunicatori competenti”.
Nato da una richiesta del sindaco Conti in qualità di Presidente della Conferenza Sociale e Sanitaria del cesenate, raccolta dall’Assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni, il progetto è stato definito da un gruppo di lavoro costituito dal personale delle Ausl del territorio di Area Vasta Romagna, coordinato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena con la supervisione dell’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna.
Fra gli obiettivi dichiarati dello studio, che verranno esplicitati durante il convegno, c’è la definizione di linee guida per le attività di prevenzione e disinfestazione; la ricerca di soglie di molestia accettabili dalla popolazione applicabili nelle azioni di contenimento dell’infestazione da zanzare, per favorire la fruizione di ambienti di vita e di lavoro, in aree pubbliche e private; la ricerca di patogeni eventualmente veicolati da zanzara tigre; l’applicazione di test di resistenza sui principali prodotti disinfestanti impiegati e la sperimentazione di nuovi strumenti; l’ avvio di una campagna di educazione del cittadino con impiego di tecniche sperimentali e innovative di comunicazione tra pari “Peer Education”.