Linea comune tra il sistema pubblico e le strutture del privato sociale di Area Vasta Romagna nelle strategie di lotta contro le dipendenze patologiche da sostanza. Martedì 30 maggio 2006, nella Sala Convegni dell’ospedale Bufalini di Cesena, si svolgerà la prima conferenza di organizzazione dei servizi pubblici e privati per gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenza da sostanze, organizzata dalla Commissione Vasta Romagna per il monitoraggio dell’Accordo tra la Regione Emilia Romagna (RER) e il Coordinamento degli Enti Ausiliari (CEA), oggi meglio indicati come Enti Accreditati.
La giornata prevede una prima parte dedicata alla presentazione delle esperienze di cura concrete realizzate sulla base di una comune progettazione tra Ser.T e strutture private e una seconda parte dedicata alle politiche del territorio. Nel corso di quest’ultima sessione la Commissione intende contribuire attivamente ad una riflessione comune con gli Enti Locali sulle strategie di committenza in Area Vasta in tema di dipendenze patologiche. Il Convegno, patrocinato dalla Regione, dalle Province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, sarà aperto dal sindaco di Cesena Giordano Conti, e vedrà la partecipazione dell’assessore regionale alle politiche per la salute, Giovanni Bissoni, e dei direttori generali delle Aziende USL di Cesena e Ravenna, Maria Basenghi e Tiziano Carradori. Numerosi gli interventi dei dirigenti e dei tecnici del sistema pubblico e del privato sociale rappresentativi della riabilitazione nelle tossicodipendenze. Chiuderà il convegno Mila Ferri, Dirigente dell’Area Dipendenze della Regione Emilia-Romagna.
In Romagna, l’accordo tra la Regione Emilia Romagna e gli Enti Accreditati per il trattamento delle tossicodipendenze, ha dato ulteriore impulso alle sinergie tra il sistema pubblico e le strutture del privato sociale nelle strategie di prevenzione e cura delle dipendenze patologiche da sostanze. La collaborazione tra diversi soggetti istituzionali, è parte integrante della costituzione del sistema a rete che, con le sue specifiche metodologie di intervento, coniuga la prevenzione con la cura attivando e coordinando le risorse del territorio che operano con il comune obiettivo di ridurre il carico di patologia e di disagio sociale derivante dai fenomeni di abuso e di dipendenza da sostanze. In Area Vasta Romagna questa collaborazione, che è patrimonio dell’intero servizio regionale in tema di lotta alla droga, ha sortito importanti risultati sia in termini di coordinamento, nell’area della committenza, che in termini di innovazione, nell’area della progettazione di percorsi sempre più adeguati ai bisogni e alle priorità della popolazione.
Nel 2002 è stato sottoscritto l’accordo generale tra la Regione E.R. e CEA in materia di prestazioni erogate a favore delle persone dipendenti da sostanze d’abuso (Deliberazione della Giunta regionale n. 2360/2002). L’obiettivo prioritario individuato dall’accordo, è il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza dei servizi offerti alle persone dipendenti da sostanze attraverso il rafforzamento delle sinergie tra le Aziende USL e le organizzazioni del privato sociale (gli Enti accreditati) che gestiscono strutture e programmi riabilitativi. Messo a punto con gli Enti aderenti al CEA, l’accordo è stato successivamente sottoscritto da tutti gli Enti Ausiliari convenzionati con le Aziende USL del territorio emiliano-romagnolo, ed è stato integrato nel luglio 2004 dalla Deliberazione n. 1424, che ha ridefinito le tariffe relative agli inserimenti in struttura e ha contestualmente aumentato il tetto massimo di spesa regionale dedicato agli inserimenti in enti della Regione.
Nel 2004 è stata successivamente formalizzata la Commissione di Area Vasta Romagna per il monitoraggio dell’accordo RER-CEA. Le Aziende USL di Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna, e i sette enti accreditati del nostro territorio (Comunità SAMAN, Comunità CE.RA.S., Comunità Villaggio del fanciullo, Comunità CO.ME.S., Comunità Associazione San Maurizio, Comunità Cento fiori, Comunità Papa Giovanni XXIII) hanno infatti ritenuto opportuno estendere l’ambito operativo degli accordi locali oltre i confini delle singole Aziende. E’ stato pertanto abbracciato l’intero bacino romagnolo, che per le specificità dell’offerta e dei percorsi, si presenta con caratteristiche di omogeneità e di interdipendenza tra le strutture.
Ai fini della programmazione locale, inoltre, la scelta di Area Vasta è ottimale, in quanto un territorio comprendente circa 1 milione di abitanti consente di prevedere la quasi totalità dei servizi necessari ai diversi bisogni della popolazione nell’ambito della cura dei fenomeni di abuso e dipendenza da sostanze. Nel contesto di Area Vasta, infine, le caratteristiche delle strutture private possono essere maggiormente specializzate e qualificate, favorendo l’acquisizione di competenze particolari che in ambiti territoriali più limitati non troverebbero la corrispondente domanda necessaria.
La Commissione di monitoraggio dell’Area Vasta Romagna sull’applicazione dell’accordo RER/CEA si pone i seguenti obiettivi specifici:
1) perseguire una maggiore coerenza delle risposte in tema di tossicodipendenza in un territorio già sufficientemente omogeneo (culturalmente, geograficamente, economicamente);
2) migliorare la gestione dei percorsi di cura attraverso il confronto tra le strutture pubbliche e del privato sociale e lo scambio di competenze e di esperienze;
3) programmare l’evoluzione e la riconversione dei servizi sulla scorta di una comune lettura dei fenomeni epidemiologici e dell’equilibrio tra domanda e offerta di servizi;
4) pianificare le funzioni specialistiche dei percorsi dedicati avendo come riferimento un bacino
Quadro di sintesi percorsi comunitari di Area Vasta Romagna nell’anno 2005
La domanda: i soggetti dell’Area Vasta inseriti nelle Comunità Terapeutiche
Nel corso del 2005 le persone inserite nelle strutture comunitarie (in Area Vasta, in Regione e fuori Regione) da parte delle Aziende USL dell’Area Vasta Romagna sono stati 414, di cui 342 con problemi legati alla tossicodipendenza e 72 con problemi di alcolismo. Le AUSL dell’Area Vasta Romagna hanno inserito il 25,3% del totale regionale (1.635 nel corso del 2005).
Nel corso degli anni, il numero totale di inserimenti della regione mostra un andamento incostante, con una tendenza alla riduzione, mentre in Area Vasta l’utilizzo delle strutture comunitarie accreditate si mantiene costante, con lievi oscillazioni annuali intorno alla media.
Le motivazioni del calo regionale sono riconducibili a più fattori: a) ai cambiamenti avvenuti nel fenomeno delle dipendenze, in particolare, all’aumento del numero di assuntori di cocaina, poliassuntori, soggetti occupati in un’attività lavorativa che si rivolgono ai Ser.T per una domanda di trattamenti farmacologici o di trattamenti integrati con altri servizi ambulatoriali; b) ad un maggior ricorso a trattamenti specialistici comunitari; infatti la quota di inserimenti specialistici è progressivamente aumentata (17,1% del totale nel 2004); c) ad una diversa organizzazione dei servizi per le dipendenze pubbliche e private. La diversa tenuta in Area Vasta potrebbe ricondursi ai forti elementi di coesione e di integrazione del sistema di cura ulteriormente potenziati dalla implementazione dell’accordo RER-CEA su dimensioni sovraziendali.
Tab.1. Persone inserite in Comunità da parte delle AUSL di Area Vasta e della Regione nel periodo 1999-2005.
| Anni |
1999 |
2000 |
2001 |
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
| Inserimenti delle AUSL di Area Vasta |
425 |
432 |
421 |
375 |
458 |
421 |
414 |
| Inserimenti di tutte le AUSL della Regione Emilia-Romagna |
2.081 |
2.036 |
1.899 |
1.838 |
1.870 |
1.715 |
1.635 |
| Percentuale di inserimenti di Area Vasta rispetto alla Regione Emilia-Romagna |
20,4 |
21,2 |
22,2 |
20,4 |
24,5 |
24,5 |
25,3 |
L’offerta: i posti delle Comunità Terapeutiche in Area Vasta Romagna
Dai dati dell’Albo Regionale degli Enti Ausiliari, nell’Area Vasta Romagna risulta una offerta di 1.855 posti, pari al 63,3% dei posti presenti in Regione Emilia-Romagna.
1.532 posti sono destinati ad attività di tipo Pedagogiche riabilitative, 275 per attività Terapeutiche riabilitative, mentre i restanti 48 posti sono dedicati ad attività specialistiche, come la cura della doppia diagnosi e i Centri di Osservazione e diagnosi.
Tab. 2. Posti nelle Comunità di Area Vasta e nelle Comunità della Regione Emilia-Romagna (Fonte: Albo enti ausiliari).
|
Pedagogica |
Terapeutica |
Doppia Diagnosi |
Madre Bambino |
Centro di Osservazione e Diagnosi |
Alcolisti |
Totale |
| Area Vasta Romagna |
332* |
275 |
10 |
0 |
38 |
0 |
655 |
| Totale Regione Emilia-Romagna |
458 |
1.094 |
25 |
59 |
79 |
13 |
1.728 |
| Percentuale posti in Area Vasta sul totale posti in Regione |
72,5 |
25,1 |
40,0 |
0 |
48,1 |
0 |
37,9 |
* posti delle Comunità che hanno sottoscritto l’accordo RER-CEA, non sono considerati 1.200 posti della Comunità di San Patrignano, non convenzionata.
L’utilizzo di posti in Area Vasta Romagna
Gli Enti accreditati della Regione Emilia-Romagna hanno fornito i dati sull’attività e sull’utenza che accede ai propri servizi.
Nel corso del 2005, 1.132 persone sono state accolte dalle comunità terapeutiche con sede nel territorio dell’Area Vasta Romagna (sono stati conteggiati i dati delle C.T. che hanno aderito all’accordo). La maggior parte delle persone proviene da Aziende AUSL o altri Servizi con sede fuori della Regione Emilia-Romagna (603, pari al 53,3%), mentre 506 (pari al 44,7%) provengono da Aziende USL con sede sul territorio regionale. Un altro 2% proviene da altri Servizi regionali (Comuni, Servizi sociali, ecc…).