Domani al Bufalini importante convegno per promuovere la cultura della mediazione tra cittadini e professionisti sanitari
La cultura della mediazione come strumento per la gestione dei conflitti. Domani, venerdì 19 maggio 2006, dalle ore 8.30 alle ore 17.30, nella sala convegni dell’Ospedale Bufalini di Cesena si svolgerà il convegno “La mediazione dei conflitti in ambito sanitario”, organizzato dalla Direzione Sanitaria Aziendale e dall’Unità Operativa di Medicina Legale dell’Azienda USL di Cesena, con il patrocinio del Comune di Cesena e dell’Ordine dei Medici della provincia di Forlì-Cesena.
Obiettivo dell’incontro, rivolto a tutti gli operatori sanitari, quello di approfondire e promuovere la cultura della mediazione tra cittadini e professionisti sanitari per salvaguardare un valore prezioso come quello di una corretta relazione tra medico e paziente.
“Poiché un buon rapporto medico paziente, cittadino struttura sanitaria – spiega la Dott.ssa Arcadia Amaducci, responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Legale dell’Ausl cesenate - si basa proprio sulla fiducia reciproca è evidente il danno che può derivare ogni qualvolta insorge un conflitto che interrompe una corretta relazione fra questi attori e quindi l’importanza di strumenti, quali la mediazione dei conflitti per il ripristino di una buona relazione, basata sul riconoscimento reciproco”. La mediazione dei conflitti si può infatti definire come un processo il più delle volte formale, attraverso il quale una terza persona neutrale cerca, attraverso l’organizzazione di scambi tra le parti, di permettere ad esse di confrontare i propri punti di vista e di cercare con l’aiuto del mediatore una soluzione al conflitto che le oppone. La mediazione quindi può costituire un valido strumento di governo clinico nei casi in cui insorge un contenzioso in ambito sanitario.
“Lo strumento della mediazione dei conflitti – continua la Dott. Amaducci - può inoltre favorire una gestione extragiudiziale del contenzioso preparando il terreno per una eventuale conciliazione tra le parti con relativo risarcimento economico in quei casi in cui emerga dall’istruttoria medico legale del caso un danno al paziente, correlato all’attività assistenziale. Il diffondersi di tale prassi avrebbe soprattutto il pregio di fornire alle parti un ascolto indispensabile per il miglioramento della qualità del servizio”.