Sport e movimento degli studenti cesenati iscritti al biennio delle superiori sono al centro di un’indagine realizzata dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena in collaborazione con Technogym per promuovere uno stile di vita più attivo e salutare
Sette ragazzi su dieci fanno sport sia a scuola sia nel tempo libero e i maschi sono solitamente più attivi delle coetanee. Ma il tempo che i ragazzi dedicano allo sport non è poi tanto dato che solo il 12% dei giovani cesenati tra i 14 ei 15 anni fa un’ora di attività fisica al giorno come suggerito dalle Linee Guida internazionali per l’età scolare.
E’ quanto emerge dalla recente indagine condotta dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Cesena, in collaborazione con Technogym e gli istituti scolastici della città e il patrocinio del Comune di Cesena, per migliorare le conoscenze sulle caratteristiche e le attitudini dei giovani del territorio nei confronti dello sport e del movimento e promuovere efficaci interventi mirati a educare a uno stile di vita più attivo e salutare.
In particolare, lo studio, basato su un questionario a risposta multipla, ha coinvolto un campione di 883 studenti che frequentano il biennio di scuola superiore nel comune di Cesena e che risiedono in esso o nei comuni limitrofi: 308 allievi dei licei, 305 degli istituti tecnici e 270 degli istituti professionali, secondo una percentuale che ricalca quella di distribuzione della popolazione scolastica in città. Gli studenti stranieri intervistati rappresentano l’8% del campione.
L’indagine rivela che il 68% degli studenti cesenati svolge attività fisica sia a scuola sia nel tempo libero, mentre un ragazzo su quattro (26%) limita la propria attività sportiva alle lezioni di educazione fisica. Il 6% degli intervistati ha risposto di non fare alcun tipo di attività motoria. Se solo il 12% degli intervistati si muove per almeno 60 minuti ogni giorno, la percentuale sale al 36% se si considera chi pratica più di 420 minuti ogni settimana ma per meno di sette giorni. I ragazzi sedentari o poco attivi (meno di 150 minuti di attività fisica alla settimana) sono il 15%, il restante 37% è mediamente attivo (150-420 minuti), ma potrebbe fare di più.
Sono diversi i fattori – psicologici, socio-demografici, sociali e ambientali – che incidono sul tempo dedicato allo sport da parte degli studenti, così come sulle discipline preferite e sulle motivazioni personali. In genere, i ragazzi sono più attivi delle compagne di banco: se tra i primi è l’86% a fare attività fisica sia a scuola sia in orario extrascolastico, tra le seconde tale percentuale scende al 60%, anche se sono meno le ragazze (5%) completamente sedentarie rispetto a quanto avviene tra i ragazzi (8%). Gli studenti che frequentano uno sport anche al di fuori dell’orario scolastico sono il 73% negli istituti tecnici, il 70% nei licei e il 60% negli istituti professionali; tra gli studenti italiani questa percentuale è pari al 69%, mentre scende a 60% tra i pari età stranieri. Una maggiore pratica di attività fisica anche in orario extrascolastico è correlata anche alla presenza di genitori “sportivi” (almeno uno) e al loro livello d’istruzione. Chi ha genitori diplomati o laureati pratica in media più sport (75% vs 60%) rispetto a chi ha genitori con basso livello di scolarità.
La maggior parte delle volte lo sport praticato viene scelto perché piace (92% dei casi), a volte (17%) perché anche gli amici lo praticano. Solo in 36 casi lo sport è stato scelto su consiglio del medico, che ha indicato principalmente di fare nuoto (46%) o palestra (28%). Più in generale, gli sport preferiti sono il calcio (51,2%) e il nuoto (14,9%) tra i ragazzi e la pallavolo (25%) e la danza (23,9%) tra le ragazze; quelli più praticati sono la pallavolo e il nuoto nei licei, il calcio e il nuoto negli istituti tecnici e il calcio e la palestra negli istituti professionali. Per l’82% dei ragazzi le ore di educazione fisica a scuola risultano piacevoli e interessanti, mentre per il 14% sono noiose o inutili: non ci sono differenze rilevanti su quest’ultimo dato tra i licei (17%), e gli istituti tecnici e professionali (13%).
L’indagine ha preso in esame – attraverso domande indirette – anche la conoscenza e l’eventuale ricorso da parte dei ragazzi a sostanze utilizzate per aumentare le prestazioni nella pratica dell’attività sportiva. Il 28% di essi conosce persone che ne fanno uso e il 22% ha risposto di averle viste di persona nel momento in cui le assumevano. Se il 23% è stato consigliato a utilizzarle, solo il 14% ha sentito il bisogno di assumerle. E’ da sottolineare che in oltre il 50% di questi ultimi casi le sostanze utilizzate sono state vitamine e sali minerali; una percentuale minore – ma da considerare attentamente – di intervistati ha fatto riferimento a sostanze dopanti e potenzialmente dannose, tra cui gli ormoni della crescita (10%), la caffeina (8%), le anfetamine ( 8%), e gli anabolizzanti ( 7%) e altre sostanze dagli effetti simili.
Tra i fattori che incidono sulla scarsa attività fisica c’è il tempo trascorso davanti alla televisione. Pratica attività fisica sia a scuola sia fuori il 68% degli studenti che non guardano la tv o la guardano per meno di mezz’ora al giorno, il 69% di chi la guarda da 1 a 4 ore e il 51% di chi la guarda per più tempo; questi ultimi studenti sono il 7% nei licei, il 13% negli istituti tecnici e il 19% in quelli professionali, senza rilevanti distinzioni di sesso.
Il 61% dei ragazzi intervistati trascorre da una a tre ore al giorno davanti al computer, il 13% quattro o più ore, mentre il 16% lo usa per meno di mezz’ora. Utilizza il pc più di 4 ore al giorno il 5% degli studenti dei licei, il 12% degli istituti tecnici e il 22% di quelli professionali. Tuttavia, la pratica di attività fisica non risulta essere condizionata dal tempo dedicato all’uso del pc.