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Tumore al colon retto: Screening esteso anche ai familiari
Da febbraio 2007 i parenti di primo grado dei pazienti affetti da carcinoma colon-rettale vengono invitati a sottoporsi gratuitamente ad una colonscopia

La prevenzione per il tumore del colon retto fa un altro passo avanti.

In Italia il rischio di avere una diagnosi di tumore al colon nel corso della vita è pari a 1 caso ogni 29 uomini e 1 caso ogni 45 donne, per quanto riguarda il tumore del retto il rischio è di 1 caso ogni 58 uomini e 1 caso ogni 108 donne. Il pericolo è maggiore se si è parenti di primo grado di persone affette da questo tipo di tumori. Per questo motivo la Regione Emilia Romagna ha invitato le Aziende sanitarie ad estendere il programma di screening oncologico per la prevenzione del tumore colon-rettale.

 

Dopo l’avvio del progetto screening regionale nel 2005, rivolta a tutti i residenti d’età compresa tra i 50 e i 69 anni, dal mese di febbraio anche i familiari di primo grado dei pazienti affetti da tumore colon-rettale (genitori, fratelli, sorelle e figli) sono invitati dall’Azienda USL di Cesena a sottoporsi gratuitamente ad una colonscopia o, in caso di rifiuto, al test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.

I parenti stretti dei malati di carcinoma del colon retto presentano infatti un rischio di sviluppare lo stesso tumore tre volte maggiore rispetto agli altri. Per questo, l’Azienda USL di Cesena ha messo a punto un nuovo progetto di screening esteso ai familiari, secondo un procedimento che prevede varie fasi e il coinvolgimento del medico di famiglia.

 

Le persone a rischio sono invitate tramite lettera ad un colloquio con l’assistente sanitaria del Centro Screening e con una psicologa, esperta in psiconcologia, messa a disposizione del programma di screening dalle organizzazioni di volontariato: Associazione Cesenate Incontinenti e Atomizzati (ACISTOM), Associazione Romagnola Ricerca Tumori (ARRT), Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) e Lega Tumori di Forlì-Cesena.

Nel corso dell’incontro i familiari vengono informati del maggiore rischio di neoplasia colon-rettale e vengono invitati ad eseguire gratuitamente la colonscopia e ad assumere i  farmaci per la preparazione che sono completamente gratuiti. Nel caso in cui il soggetto rifiuti la colonscopia, viene proposta l’esecuzione del test per la ricerca di sangue occulto nelle feci.

 

Nel caso in cui il familiare accetti di eseguire la colonscopia, se essa risulta negativa il paziente sarà richiamato per una visita a distanza di 5 anni, se risultano invece polipi adenomatosi o carcinoma rettale verrà invitato a ripetere l’esame in tempi più brevi, come prevedono le linee guida dei progetti regionali e aziendali.

 

Lo screening per la prevenzione del tumore al colon retto, progetto della Regione Emilia Romagna attivo da marzo 2005, invita tutti i cittadini di età compresa tra i 50 e i 69 anni a eseguire ogni due anni un test di prevenzione per individuare la presenza di sangue occulto nelle feci. “In questi due anni di attività sono stati contattate oltre 30mila persone, e l’adesione registrata fino ad oggi è compresa tra il 40 e il 50%. Un dato positivo, in linea con la media regionale, ma che ci spinge ad intensificare l’azione di informazione e di promozione” commenta il dr. Mauro Palazzi, responsabile del Centro Screening Oncologici. “I primi riscontri mostrano che il programma è in grado di identificare in modo efficiente ed efficace molte lesioni neoplastiche silenti” afferma il dr. Paolo Pazzi, responsabile del programma screening colon retto; “infatti nei primi 14 mesi i test per la ricerca di sangue occulto nelle feci risultati positivi sono stati circa il 6,5% (627) di quelli eseguiti; con la successiva colonscopia, eseguita da circa l’ 83% delle persone risultate positive, sono stati identificati e trattati precocemente 51 tumori, 264 adenomi di cui 181 ad alto rischio”.

 

Nei prossimi mesi, lo screening si estenderà ulteriormente, contattando i familiari di pazienti affetti da tutte le neoplasie diagnosticate residenti nell’Azienda USL di Cesena, e intensificando le attività in collaborazione con le organizzazioni di volontariato: Associazione Cesenate Incontinenti e Atomizzati (ACISTOM) Associazione Romagnola Ricerca Tumori (ARRT),Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) e Lega Tumori di Forlì-Cesena) che sostengono il programma. Ma per combattere il cancro del colon retto, uno dei tumori più diffusi nella nostra popolazione (rappresenta infatti il secondo tumore più diffuso sia negli uomini sia nelle donne) oltre al programma di screening, come sottolinea il dott. Mauro Palazzi, è fondamentale attuare una prevenzione primaria, correggendo alcuni stili di vita e fattori di rischio quali ridurre il soprappeso, fare più attività fisica, ridurre il consumo di alcool e aumentare quello di frutta e verdura.

 


A cura di:
  Data pubblicazione:  2/26/2007
 

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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione