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NellL’Ausl cesenate la percentuale più alta in Regione di donne vaccinate per la rosolia
Il 65% delle donne tra i 18 e i 45 anni è stata vaccinata, mentre l’11% è immune alla malattia, benigna in età infantile ma pericolosa se contratta durante le gravidanza. Obiettivo: raggiungere una copertura del 95% anche grazie al coinvolgimento di medici di medicina generale, ginecologi e ostetrici

Con il 65% delle donne tra i 18 e i 45 anni vaccinate per la rosolia, l’Ausl di Cesena registra la percentuale più elevata in Regione di vaccinazioni contro questa malattia, benigna in età infantile ma estremamente pericolosa per il feto se contratta durante la gravidanza. Il dato emerge dallo Studio Passi, l’indagine statistica stilata dal Servizio di Epidemiologia del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Cesena che ha come obiettivo quello di monitorare i principali aspetti della salute della popolazione di età compresa fra i 18 e i 69 anni.

La percentuale del 65% riferita al territorio dell’Ausl di Cesena è la più alta in regione dove il dato medio si attesta al 48% e supera ampiamente il dato nazionale dove la percentuale di donne vaccinate è del  31%. La percentuale di donne vaccinate sale con il crescere dell’età, passando dal  50% tra i 18 e i 24 anni al 68-67% rispettivamente nelle fasce tra i 25 e 34 e tra i 35 e i 45 anni, e con il crescere del livello di istruzione, aumentando dal 57,9% nelle donne con istruzione bassa al 70,4% delle persone con livello di istruzione più alto. Al 65% di donne vaccinate si aggiunge l’11% di donne che risultano immuni alla rosolia per copertura naturale rilevata dal rubeotest positivo; il tutto per un totale di 76 donne su 100 al sicuro dalla malattia.

La rosolia contratta da una donna in gravidanza può essere causa di aborto spontaneo, mortalità alla nascita o gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita). L’obiettivo principale dei programmi vaccinali contro la rosolia è pertanto l’eliminazione della rosolia congenita attraverso la prevenzione dell’infezione nelle donne gravide.
La strategia che a livello internazionale si è rivelata la più efficace per raggiungere questo obiettivo consiste nel vaccinare tutti i bambini nel secondo anno di età e nell’assicurare la copertura vaccinale nelle donne in età fertile ancora suscettibili. Si stima che per eliminare la rosolia congenita la percentuale di donne in età fertile immuni alla malattia dovrebbe essere superiore al 95%.
Per raggiungere tali livelli di copertura vaccinale raccomandati, appare opportuno sensibilizzare le donne in età fertile suscettibili all’infezione attraverso il coinvolgimento di varie figure professionali, tra le quali principalmente medici di medicina generale, ginecologi ed ostetriche.


 


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  Data pubblicazione:  10/31/2006
 

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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione