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Azienda Unità Sanitaria Locale di Cesena

  
colombi cittadini che si abbeverano in una fontana
  

I piccioni di città
 
Il colombo selvatico sfruttava la città come luogo per nidificare ma non per procurarsi il cibo.
Il colombo di città trova, in essa, riparo e cibo.
Si è calcolato che dal 1800 al 1950 il numero dei colombi che vivevano in città con più di 20.000 abitanti sia aumentato di  49 volte; dal 1900 al 1950 la popolazione mondiale è aumentata del 42% e quella urbana del 240%.
Nell'Europa Continentale una coppia depone circa 10-12 uova/anno.
Se si prevede una schiusa del 65%, perdite per mortalità del  22% e per predazione del 20% con una sopravvivenza del 45% una coppia dà in un anno circa 3-3,5 piccioni (raddoppio della popolazione).
Il cibo fornito dal cittadino (pane, pasta, ecc.) non è adatto al piccione che va incontro ad avitaminosi e disavitaminosi (ovvero problemi di assimilazione di vitamine), carenze nutrizionali e malattie; distoglie il piccione dal ricercare insetti, chiocciole ecc., che in natura fanno parte della sua dieta.
Può veicolare parassiti quali la "Zecca del piccione" (Argas  reflexus), l'Acaro rosso degli uccelli (Dermanyssus gallinae) detto anche "pidocchio dei polli", parassita di polli, piccioni e uccelli selvatici ed occasionalmente di mammiferi, uomo compreso. Alla presenza di colombi in città, sono spesso associate diverse patologie più o meno gravi.

Il loro controllo, necessario se la densità di popolazione supera la soglia dei 300 individui per kmq, può essere attuato in diversi modi:
 
- evitando di fornire cibo;
 
- otturando i fori sui muri o nei sottotetti;
 
- utilizzando mezzi meccanici che li dissuadano a posarsi;
 
- pulendo accuratamente i luoghi di accumulo del guano;

- l'impiego di mangimi contenenti antifecondativi, se non associato ad azioni di bonifica, si è rivelato del tutto inutile.
 

  
gruppo di piccioni su un muretto
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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione