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Azienda Unità Sanitaria Locale di Cesena

 Ovitrappola
foto ovitrappola
 Uova
foto uova zazanara tigre
 Larva
foto larva zaznara tigre
 Adulto
foto adulto zanzara tigre
 Dove nascono le larve
focolai zanzare
 una casa per le larve
foro focolai zanzare pneumatici
 focolaio larvale
foto focolaio zanzara sottovaso
  

La zanzara tigre (Aedes albopictus)

Chi è la "zanzara tigre" ?

Di origine Asiatica, la sua diffusione in Italia, favorita dall'import e dal trasporto dei pneumatici usati, risale al 1990.
Aedes albopictus, nota ai più con il nome di zanzara tigre per le vistose striature bianche che ha sulle zampe e sul corpo di colore nero, ha le dimensioni delle normali zanzare cui siamo abituati, ma rientra tra le specie potenzialmente pericolose per la salute pubblica, per la sua capacità di trasmissione della Chikungunya, evento verificatosi nell'estate 2007 in Romagna. Oltre a questa malattia, zanzara tigre può veicolare altre malattie, pertanto è importante contrastarne la presenza. 


 Come e dove si riproduce
 
 Le uova vengono deposte sulla superficie interna di contenitori in cui è presente acqua, si schiudono quando vengono sommerse dall’acqua e ne fuoriescono larve che poi si trasformano in adulti.
Qualsiasi oggetto in grado di contenere acqua, soprattutto in piccole quantità, rappresenta un potenziale focolaio di riproduzione della zanzara tigre : tombini, bidoni, barattoli, pneumatici, sottovasi, vasche, teli di nylon, ecc…
 

Quali sono le conseguenze della puntura 

Nell'agosto del 2007 in Emilia Romagna sono stati notificati i primi casi di trasmissione del virus della Chikungunya da parte della zanzara tigre. 
I sintomi della malattia sono febbre alta, cefalea, nausea, vomito e dolori articolari acuti e raramente eruzioni cutanee.
Nelle zone tropicali e in numerose zone dell’Asia la zanzara tigre è vettore di diverse malattie virali come   la Dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti. 
Nelle nostre zone, oltre ai casi di Chikungunya che si sono verificate nel corso dell'estate 2007 in zone molto delimitate della Romagna, la zanzara tigre è nota principalmente per il fastidio acuto provocato dalle sue punture che procurano gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, spesso anche dolorosi.
La zanzara tigre di solito punge l’uomo durante il giorno e può farlo più volte. 

 
La zanzara tigre nel cesenate
 
Le direttive emanate negli anni dall’Istituto Superiore di Sanità e fatte proprie dalle amministrazioni locali interessate dal fenomeno, hanno fatto scattare un piano di sorveglianza anche nel territorio di competenza dell’Azienda Usl di Cesena.
Il sistema di sorveglianza regionale attivato dal 1995 aveva come obiettivo primario quello di individuare le eventuali aree infestate da zanzara tigre, in un’ottica di prevenzione e controllo dei focolai dove si sviluppano le larve.
La prima segnalazione nel territorio cesenate risale proprio al 1995.  I Tecnici del Dipartimento di Sanità Pubblica rilevarono la presenza di uova e di esemplari adulti presso alcuni commercianti di gomme della zona.
Gli operatori del Dipartimento di Sanità Pubblica della locale Ausl, in stretta collaborazione con le Amministrazioni Comunali, oltre a fornire un’adeguata informazione ai cittadini, provvedono ad intervenire negli spazi di propria competenza per evitare che i fastidiosi insetti continuino a ronzarci intorno e a banchettare con il nostro sangue. Le attività di disinfestazione sono gestite dai singoli Comuni.
 
 
 Come difendersi dalla zanzara tigre

  • Eliminare tutte le raccolte d’acqua entro i contenitori dei giardini (annaffiatoi, sottovasi, secchi, pluviali, bidoni e contenitori vari) e mantenerli al riparo dalle piogge.
  • Trattare tutti possibili focolai larvali impiegando insetticidi efficaci a base di  Diflubenzuron,  Piryproxifen, Bacillus thuringiensis israelensis, acquistabili presso le farmacie  o nei negozi specializzati (rivendite di prodotti per l'agricoltura, ferramenta, supermercati, ecc…) dove saranno fornite le informazioni necessarie al loro utilizzo.
  • Eliminare rifiuti e contenitori inutili nei quali possa raccogliersi acqua piovana e svuotare almeno una volta la settimana quelli indispensabili.
     

Consigli utili per ridurre lo sviluppo delle zanzare

  • Pulire i tombini di raccolta delle acque all’inizio della primavera.
  • Nelle caditoie, nei pluviali come pure nelle fosse biologiche, immettere ogni sette giorni circa, qualche grammo di insetticida antilarvale.
  • Controllare ogni anno che le grondaie non siano ostruite da foglie.
  • Svuotare nel terreno, e non nei tombini, i sottovasi delle piante in cui vi sia ristagno d’acqua.
    Introdurre Pesci Rossi nelle vasche dei giardini, sono ottimi predatori delle larve di zanzara come pure le Libellule, i pipistrelli e gli uccelli in genere, che pertanto vanno salvaguardati.  

      E' IMPORTANTE RICORDARE CHE
 
Le zanzare possono riprodursi solo dove c’è acqua.
Chiunque può contrastare lo sviluppo della zanzara tigre.
Certamente non è sufficiente che solo pochi si attivino a seguire i consigli degli esperti, deve funzionare il passaparola. Anche il vicino di casa un po’ sbadato va coinvolto nelle operazioni di bonifica domestica, indicandogli il rimedio più opportuno.

Solo attuando tutti insieme i semplici accorgimenti indicati, si potranno raggiungere buoni risultati e limitare, nel giro di pochissimo tempo, i fastidi arrecati dalle zanzare.

I Pesci rossi sono specie importate e non possono essere immessi nei fiumi, laghi e altri corsi d'acqua naturali.

 
 

    
    
 
 

 

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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione