Cerca

Azienda Unità Sanitaria Locale di Cesena

 La sicurezza stradale come obiettivo di salute Minimize

 Luigi Salizzato

 

Valutazioni di ordine epidemiologico sempre più aggiornate e indicazioni di programmazione sempre più definite, come le Linee Guida del CCM per il Piano Nazionale di Prevenzione 2005-2007, impegnano le Aziende Sanitarie Locali a concorrere al raggiungimento dell'obiettivo di salute di diminuire  gli incidenti stradali, in particolare quelli mortali e che comportano conseguenze invalidanti.

 

Poiché al raggiungimento di questo obiettivo partecipano diversi soggetti istituzionali, sociali e professionali, i Dipartimenti di Prevenzione e di Sanità Pubblica devono programmare azioni, preferibilmente di dimostrata efficacia, in cui impegnano le risorse disponibili, anche degli altri Servizi sanitari interessati, e dei cui risultati possano assumersi la responsabilità. La valutazione dei risultati conseguiti dovrà quindi considerare l’andamento della mortalità e delle invalidità, che dipende da una serie di fattori solo in parte riconducibili alla responsabilità dei servizi sanitari, ma anche la realizzazione di azioni per obiettivi intermedi, finalizzati al contenimento del fenomeno morboso e riconducibili in modo più preciso alla responsabilità dei servizi sanitari. Queste azioni saranno indirizzate a modificare i comportamenti a rischio, utilizzare i mezzi di protezione individuale, mettere in sicurezza i tratti stradali pericolosi. Come per altri programmi finalizzati alla promozione della salute infatti, contribuiscono al raggiungimento del risultato voluto sia gli stili di vita individuali che un ambiente favorevole alla salute.

 

Le azioni in cui i Dipartimenti di Prevenzione e di Sanità Pubblica, limitatamente alle Regioni del Nord e Centro Italia per quanto a nostra conoscenza, sono impegnati per la promozione dell'obiettivo di salute della sicurezza stradale sono le seguenti:

 

ü      Aiutare a creare sinergie, promuovere il lavoro interdisciplinare e la collaborazione tra soggetti istituzionali, sociali e professionali.

ü      Contribuire ad analizzare, descrivere e valutare il fenomeno degli incidenti stradali, loro determinanti e conseguenze, per riorientare le scelte, pianificare gli interventi urbanistici, definire le priorità di intervento sulle infrastrutture, adeguare l’offerta dei servizi di assistenza.

ü      Contribuire a studi e ricerche coordinati dall’ISS: progetto DATIS (aspetti sanitari), progetto Ulisse (casco e cinture), progetto Argo (alcol e droghe), Indagine Approccio Multi Rischio 2003, Manuale operativo per la formazione (insegnanti e autoscuole).

ü      Contribuire allo studio di metodologie di valutazione di impatto ambientale e sanitario in seguito ad interventi sulla viabilità.

ü      Valutare, con l’espressione dei pareri di  competenza, rischi ed opportunità per la sicurezza stradale derivanti dalle pianificazioni urbanistiche, dai conseguenti piani particolareggiati e nuovi insediamenti produttivi.

ü      Promuovere l'incremento dell'uso delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori e dei seggiolini per bambini. Effettuare rilevazioni su strada.

ü      Promuovere e controllare, negli ambienti di lavoro che si svolgono per strada, la valutazione dei rischi, verificare l’uso dei dispositivi di protezione individuali (casco e cintura), l’abuso di sostanze e farmaci con effetti secondari a rischio per una guida sicura.

ü      Proporre ai diversi soggetti impegnati nelle attività educative di concordare criteri di appropriatezza degli interventi e di valutazione sulla loro efficacia. Predisporre studi di valutazione sull’efficacia delle campagne informative e delle attività educative.

ü      Migliorare la qualità delle certificazioni di idoneità alla guida.

ü      Sviluppare strumenti e programmi di comunicazione, informazione educazione per promuovere la cultura della sicurezza stradale nella popolazione ed indurre il cambiamento degli stili di vita e dei comportamenti a rischio.

ü      Contribuire alla diffusione della cultura della sicurezza stradale nella Amministrazione Pubblica e all’aggiornamento sulle azioni efficaci da intraprendere, promuovere iniziative di formazione per il personale degli Enti Locali.

ü      Sviluppare alleanze con le Prefetture e le Forze dell'Ordine per un’intensificazione dei controlli su strada.

 

Le azioni sinteticamente richiamate sono programmate e realizzate in maniera differenziata nelle diverse realtà locali, alcuni Servizi hanno acquisito nel tempo competenze tali da rappresentare situazioni di eccellenza per particolari ambiti di intervento, come nel caso del Trentino per il sistema informativo e del Veneto per la prevenzione degli infortuni stradali. Le linee guida del CCm operano una scelta di priorità nelle indicazioni che forniscono per la definizione dei progetti regionali, trattandosi di un documento rivolto a tutte le Regioni e considerata la differente esperienza maturata sul campo nelle diverse aree geografiche. Le priorità individuate corrispondono ad alcune azioni già avviate dai Servizi di prevenzione, ne trascurano però altre che dovrebbero essere sostenute in modo più convinto, considerando proprio le esperienze maturate in diverse regioni e che quindi rappresentano un utile punto di riferimento.

 

La prima questione riguarda il sistema informativo, che va progettato come sistema integrato, tra i diversi soggetti che gestiscono le informazioni, per essere utile a che dovrà prendere le decisioni per le azioni di miglioramento. Uno strumento di lavoro come quello messo a punto nel Trentino non può essere messo da parte, come fanno le linee guida del CCM, per la sua “componente tecnologica” e la “complessità organizzativa”, ma dovrebbe poter essere adottato in via sperimentale, anche prevedendo lo stanziamento di finanziamenti straordinari, almeno nelle aree territoriali dove i dati epidemiologici descrivono una situazione più grave. Senza questo passaggio, cioè l’integrazione funzionale dei diversi sistemi informativi,  difficilmente si potrà agire efficacemente per garantire un ambiente favorevole alla sicurezza stradale.

 

Il secondo ambito di intervento da sviluppare specificamente è quello della sicurezza sul lavoro per strada, la percentuale degli infortuni mortali sul lavoro che avvengono per strada è infatti tale per cui l’obiettivo di riduzione di questo evento va inserito tra le priorità di un programma sanitario nazionale sulla sicurezza stradale.

 

Da ultimo, in un approccio integrato come quello descritto nelle Linee Guida, si ritiene che vada evidenziato il ruolo che i Servizi di Prevenzione dovrebbero avere per concordare con gli Enti Locali l’inserimento della valutazione di sicurezza stradale nella pianificazione urbanistica e nella progettazione dei piani particolareggiati e dei nuovi insediamenti, preferibilmente con procedure condivise di sportello comunale per l’edilizia, ma anche attraverso l’espressione dei pareri di competenza. Sarebbe utile sostenere questa attività con iniziative di formazione rivolte al personale delle pubbliche amministrazioni interessato.

 

Un’osservazione a parte merita l’ambito di intervento solitamente preferito dalla maggior parte dei nostri servizi e cioè quello educativo, già molto frequentato da altri soggetti diversamente competenti. Ciò che accomuna tutte le iniziative è la totale mancanza di valutazione di efficacia degli interventi sviluppati, quindi andrebbero assunte iniziative di valutazione anche in questo ambito di intervento

   Minimize

a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione