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Educazione Alimentare

  

I Paesi industrializzati, negli ultimi decenni sono stati caratterizzati dal diffondersi di patologie cronico-degenerative (malattie cardiovascolari, tumori, diabete, obesità, osteoporosi, ecc), responsabili di gran parte delle morti oltre che di frequenti condizioni di disabilità nella popolazione.

Queste patologie rappresentano il risultato dell’interazione tra ambiente, genetica e stile di vita; nella patogenesi di queste malattie infatti intervengono più fattori e risulta difficile riconoscere e stabilire un collegamento netto con un solo determinante responsabile. L’alimentazione ha sicuramente però un ruolo importante sia come fattore di rischio sia come fattore protettivo.

Un rapporto redatto da una commissione di esperti e promosso congiuntamente dall’OMS e dalla FAO evidenzia i fattori di rischio e di protezione per patologie croniche a componente nutrizionale, nonché gli obiettivi in grado di modificare il rischio attribuibile legato all’esposizione ad uno specifico fattore.

Dalle  evidenze disponibili, è possibile evincere quanto segue:

  • Le abitudini alimentari inadeguate, l’inattività fisica e il fumo sono comportamenti confermati a rischio per le malattie croniche.
  • I nutrienti e l’attività fisica possono influenzare l’espressione genica e possono definire una predisposizione.
  • Un ambiente nutrizionale postnatale adeguato e appropriato è importante.
  • Migliorando le abitudini alimentari  e i livelli di attività fisica degli adulti e dei soggetti più anziani si ridurranno i rischi per le malattie croniche che portano a morte e inabilità.
  • La prevenzione secondaria attraverso la dieta e l’attività fisica è una strategia complementare nel  ritardare la progressione delle malattie croniche esistenti e nel ridurre la mortalità e la disabilità derivanti da tale malattie.

 

In particolare, se consideriamo tra le patologie cronico-degenerative l’obesità, ritroviamo un rapido incremento negli ultimi anni nella prevalenza dell’obesità che riguarda sia l’età adulta sia l’età infantile. Questo fenomeno è attribuibile soprattutto a cambiamenti ambientali e sociali verificatesi negli ultimi decenni, che influenzano il comportamento alimentare, lo stile di vita e l’attività fisica e che riguardano gran parte della popolazione mondiale. Tali cambiamenti favoriscono in special modo la tendenza ad uno stile di vita sempre più sedentario e ad un consumo di alimenti ad alto contenuto energetico, fattori che favoriscono l’instaurarsi di un bilancio energetico positivo, con conseguente accumulo di tessuto adiposo.

Nell’obesità, l’aumento di peso è tale da compromettere lo stato di salute, con conseguenze che vanno da un aumento del rischio di morte prematura, a complicanze più o meno invalidanti, che influiscono sulla qualità della vita e che comportano degli elevati costi sociali. Data la tendenza al rapido incremento della prevalenza dell’obesità, considerando anche la grande difficoltà nel trattamento di tale patologia, è fondamentale lo sviluppo di piani di prevenzione.

 

La Conferenza Internazionale sulla Nutrizione tenutasi  nel 1992 ha identificato in modo specifico il bisogno di prevenire e controllare l’aumento dei problemi di salute pubblica legati alle malattie croniche  promuovendo schemi dietetici appropriati e stili di vita salutari. La necessità di indirizzare la prevenzione delle malattie croniche  da una prospettiva di base ampia è stata anche riconosciuta dalla World Health Assembly nel 1998 e di nuovo nel 1999. Nel 2000, la stessa ha approvato un ulteriore risoluzione che si basava sulla prevenzione e sul controllo delle malattie non trasmissibili e nel 2002 ha adottato una deliberazione che sollecitava gli stati membri a collaborare con l’OMS per sviluppare una strategia globale sulla dieta, sull’attività fisica e la salute per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili, basate sull’evidenza con particolare enfasi a un approccio integrato.

Sulla base di queste osservazioni ben si comprende come il Piano Sanitario Nazionale ed il Piano Sanitario Regionale individuino nella sana alimentazione ed in una buona attività motoria alcuni dei principali obiettivi di salute da perseguire, intervenendo in particolare sugli stili di vita della popolazione con riferimento specifico alla Prevenzione Nutrizionale.

      

        

 

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione