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Benessere degli animali negli allevamenti

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Benessere degli animali negli allevamenti

Il problema del benessere degli animali  nelle produzioni zootecniche è argomento di grande attualità.  Oltre alla temuta conseguenza di un incremento dei costi di produzione è necessario considerare anche i benefici ottenibili da produzioni conseguenti al miglioramento delle condizioni di benessere degli animali, in particolare,  i rapporti con i consumatori e con un'opinione pubblica che considera ogni giorno di più la tecnica di allevamento come componente  fondamentale della qualità dei prodotti di origine animale. Da alcuni decenni la discussione sulle condizioni di benessere degli animali oggetto di allevamento intensivo, promossa da movimenti animalisti ed ambientalisti del Nord Europa, ha coinvolto gli organi di governo dell’ Unione Europea, il Comitato Scientifico Veterinario e le principali istituzioni scientifiche alle quali è demandato il compito di valutare ed individuare le tecniche che meglio rispettano le condizioni etologiche degli animali. Gli impianti intensivi che godono di  maggiore  attenzione da parte del legislatore sono gli allevamenti di vitelli, di suini e di galline ovaiole allevate in gabbia per la produzione di uova da consumo. Di recente le tutele sono state estese anche ai polli da carne mentre si è in attesa di indicazioni in merito agli allevamenti intensivi di conigli e bovini. Nel nostro teritorio, in relazione alla presenza di un numero rilevante di allevamenti di galline ovaiole, un particolare impatto ha avuto l’applicazione del D.Lgs. 267/2003 in attuazione delle direttive 1999/74/CE e 2002/4/CE. Il decreto impone l' aumento dello spazio minimo per gallina ovaiola allevata in gabbia dai precedenti 450 cmq agli attuali 550 cmq e la cessazione dell’allevamento in gabbia in batteria a partire dal 1.1.2012.

 

 

 

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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione