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Inconvenienti igienico-sanitari

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Inconvenienti igienico – sanitari correlati alla presenza di animali

Quando animali presenti o allevati in prossimità delle nostre abitazioni creano problemi igienico – sanitari come cattivi odori, presenza di deiezioni, mosche o intollerabili rumori è opportuno provvedere con una segnalazione scritta alla descrizione puntuale degli inconvenienti rilevati ed inoltrarla agli uffici comunali territorialmente competenti; quest’ultimi attiveranno gli specifici servizi tecnici in relazione alla problematica igienico-sanitaria o ambientale rilevata. Di seguito alcune informazioni in relazione alla presenza di colombi in città ed alla detenzione di animali in condominio.

I colombi in città

Delle specie di uccelli che nidificano in ambiente urbano solo alcune hanno determinato problemi in quanto sovrabbondanti (colombi, gabbiani, cormorani, storni). In particolare il colombo ha trovato nella città un habitat ideale, poiché gli anfratti presenti negli edifici dei centri storici delle città italiane simulano le pareti rocciose e le falesie che costituiscono l’ambiente ideale per la nidificazione del colombo selvatico. Altri fattori che  favoriscono l’ espansione del piccione in città sono: le più miti temperature invernali, il fotoperiodo allungato a causa dell’illuminazione artificiale (stimolo alla riproduzione), l’assenza di predatori naturali e le stabili fonti di cibo. Relativamente alla biologia del colombo urbano è importante sottolineare come nell’ambiente urbano sia inesistente la selezione naturale perché sono scomparsi i fattori limitanti che ne riducono l’espansione demografica; questo può peggiorare le condizioni di vita di tutti gli individui perché sopravvivono anche soggetti deboli e malati che fungono da serbatoio di infezione per l’intera popolazione.  I danni provocati dai piccioni possono essere di tipo sanitario  e di tipo architettonico, legati al degrado dei monumenti e degli edifici causato dalle deiezioni degli uccelli e, più in generale, di degrado ambientale urbano determinato dall’accumulo di escrementi e di carcasse di piccioni morti. Il rischio di trasmissione di patologie dal colombo all’uomo cresce all’aumentare della concentrazione dei colombi nell’ambiente (infezione “densità-dipendente”), perché aumentano le possibilità di contatto tra l’animale e l’uomo e, soprattutto, aumenta la quantità di deiezioni emesse (fecalizzazione ambientale). La maggior parte degli agenti patogeni isolati nel piccione e pericolosi per altre specie (tra cui l’uomo) vengono diffusi attraverso il materiale fecale che rimane infettante, in alcuni casi, anche quando è essiccato. L’inalazione del pulviscolo che ne deriva è la via ottimale per la diffusione. Le infezioni ed i problematiche sanitarie più importanti da tenere in considerazione sono: salmonellosi, è la patologia  chiamata in causa come motivazione sanitaria per richiedere un intervento per il controllo delle popolazioni dei colombi. A questo proposito sovente le decisioni vengono prese sulla semplice base del rilievo analitico di laboratorio che isola la presenza di salmonelle nel tratto intestinale degli uccelli, senza però valutare che, data l'estrema diffusibilità dal germe, questo può essere facilmente presente negli animali, senza che ciò costituisca di per sé segnale di malattia e quindi di pericolosità. Inoltre, se pure nella popolazione vi fosse la presenza della patologia, non sarebbe corretto ingigantirne la "pericolosità" in quanto si tratta di una malattia che si trasmette essenzialmente per via digerente, cioè per contatto tra materiale fecale e cibi ingeriti. Le normali attenzioni igieniche sono quindi sufficienti per evitare pericoli per la salute umana. Altro elemento che diminuisce fortemente la pericolosità della salmonella ambientale è dovuta al fatto che il germe non sopravvive a lungo nell'ambiente e quindi la possibilità di contagio attraverso feci residuanti nell'ambiente sono limitate; clamidiosi, può colpire occasionalmente l'uomo che si contagia da animali infetti. In generale il ruolo del piccione nella trasmissione di questa patologia è scarso; tubercolosi, si tratta della forma aviare del Micobatterio tubercolare che determina malattia cronica con progressivo deperimento organico. I colombi portatori se vengono a contatto con allevamenti bovini, suini ed avicoli possono sensibilizzare gli animali e l’uomo;  criptococcosi, e’ causata da un microrganismo che vive nel terreno e cresce facilmente sulle deiezioni di piccione. Il contagio avviene per ingestione di materiale contaminato (terra con escrementi). Il rispetto delle norme igieniche pone al riparo dal pericolo di contagio; allergie respiratorie, le feci essiccate, le penne, i detriti cutanei, gli acari veicolati nella polvere sono causa di allergie respiratorie in modo particolare in ambienti fortemente compromessi da un gran numero di piccioni; zecche  Argas Reflexus è una zecca molle ectoparassita del colombo che si è posto all'attenzione per la capacità di infestare edifici adibiti ad uso civile. E’ stata messa in evidenza una stretta dipendenza tra densità di uccelli ospiti e numerosità e diffusione degli argasidi nell’habitat urbano. Pertanto, nelle aree urbane il rischio di contaminazione di abitazioni e di infestazioni umane è correlato al grado di colonizzazione degli edifici da parte dei colombi e, anzi, può aumentare nel corso di interventi volti a limitare le popolazioni dei colombi poiché, in mancanza dell’ospite naturale o quando diviene particolarmente numerosa, la zecca può rivolgersi ad ospiti “alternativi” tra i quali l’uomo, invadendo le abitazioni. Le secrezioni salivari della zecca riversate nella zona di adesione per consentire il pasto di sangue, possono determinare nell’ uomo lo sviluppo di fenomeni allergici che possono assumere aspetti di notevole gravità fino allo shock anafilattico. E’ stata esclusa la possibilità che questa zecca possa fungere da vettore della Malattia di Lyme. Tuttavia, non è possibile escludere che altri agenti zoonosici possano essere trasmessi dalla zecca in condizioni naturali nel corso del pasto di sangue. Danni ambientali. Un piccione produce in un anno 2,5 kg di deiezioni. Le feci appena emesse non hanno azione corrosiva, perché occorre lo sviluppo di microrganismi produttori di acidi, di solito muffe che crescono sulle feci. Altri danni riguardano l’imbrattamento di strade, monumenti, marciapiedi, davanzali, cattivi odori per ristagno di feci e la presenza di carcasse di animali morti, con costi di nettezza urbana considerevoli.

 Inquadramento giuridico. Il colombo di città non sarebbe da considerare un animale selvatico ma una specie domestica randagia, poiché le popolazioni di piccioni cittadini derivano tutte da colombi domestici sfuggiti dagli allevamento o dai campi di tiro a volo. Tuttavia la sentenza n. 2598 della Corte di Cassazione Sez. III Penale del 26 gennaio 2004, riconduce il colombo di città tra gli animali selvatici, affermando che “in tema di attività venatoria, il colombo o piccione torraiolo va incluso tra gli animali selvatici in quanto vive in stato di libertà naturale nel territorio nazionale, sicché ne è vietata la caccia o la cattura”. Questa sentenza specifica, inoltre, che: “Per la definizione della fauna selvatica non è rilevante la nocività dell'animale...  L' unico elemento giuridicamente rilevante è dato dallo stato di libertà naturale, atteso che secondo l'art. 2 della legge 11.2.1992 n. 157 fanno parte della fauna selvatica, oggetto di tutela della legge, "le specie di mammiferi e uccelli dei quali esistono popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di libertà naturale nel territorio nazionale". Sotto il profilo giuridico lo stato di libertà naturale coincide con una condizione di vita indipendente dall'uomo per quanto attiene la riproduzione, l’ alimentazione e ricovero. Al contrario, secondo la nozione positiva adottata dal legislatore, anche il colombo di città va incluso tra gli animali selvatici, in quanto "vive in stato di libertà naturale nel territorio nazionale", mentre appartengono alle specie domestiche o addomesticate il piccione viaggiatore e quello allevato per motivi alimentari o sportivi.” La sentenza pone sotto un diverso punto di vista gli eventuali interventi nei confronti delle popolazioni dei colombi. Occorre rilevare che, sulla base della sentenza del 2004, essendo riconosciuto uno status di selvatico al colombo diventa applicabile la legge 157/92, in base alla quale sono realizzabili piani di contenimento delle popolazioni di animali selvatici. Controllo. Gli interventi che possono essere  effettuati comprendono la bonifica degli immobili pubblici e privati (antiposatoi, reti, chiusura di anfratti, fili elettrici), al controllo dell’alimentazione incontrollata da parte di cittadini (ordinanze e sanzioni), alla sterilizzazione chirurgica o farmacologia degli animali, all’informazione ed educazione sanitaria della cittadinanza. Tuttavia è importante ricordare che tutti i metodi di controllo sopra ricordati devono essere impiegati contemporaneamente, perché tutte le azioni sono essenziali nel raggiungimento di obiettivi efficaci e duraturi.

Risultati censimento Cesena. Per quanto riguarda la realtà cesenate i risultati del censimento dei colombi urbani di Cesena, effettuato nel novembre 2005, indicano una forte presenza dei volatili in tutto il centro storico ed in alcune zone limitrofe. I luoghi che presentano le più alte concentrazioni sono:complesso di S.Agostino ed ex-lavatoio (via Mura S.Agostino); piazza del Popolo, comprendente via Pescheria, via Caporali, Piazza Amendola e via Fattiboni (retro Foro Annonario); Porta S.Martino e Chiesa di S.Domenico;Piazza Fabbri e Bufalini; Giardini Serravalle e adiacente via Mura F.Comandini; Giardino Battaglia del Monte, edificio c.d “Palazzaccio”.La strategia di controllo adottata a Cesena è integrata e multidisciplinare e comprende tra le altre cose l’impiego di mangime (granella di mais) trattato con antifecondativo distribuito agli animali in condizioni definite e controllate

Animali domestici ed obblighi condominiali.

Il proprietario o il detentore di animali da compagnia che vive in condominio deve agire nel rispetto delle regole di buon vicinato, facendo convivere le proprie esigenze con quelle degli altri condomini. Al momento dell’acquisto dell’abitazione è opportuno verificare se esiste un regolamento condominiale e se questo limita o meno la possibilità di detenere animali. Le norme del regolamento condominiale non possono in alcun modo limitare i diritti di ciascun condomino pertanto, nella maggior parte dei casi prevedono limitazioni relative che da un lato tutelino la convivenza e dall’altro consentano la detenzione di animali. Se non diversamente previsto, con specifici regolamenti,  per quanto attiene rumori ed odori si applica il codice civile che configura una responsabilità del detentore di animali nel caso in cui le immissioni superino “la normale tollerabilità” desunta sulla base di una serie di parametri quali: peculiarità dei rapporti condominiali, destinazione assegnata all’edificio dalle disposizioni urbanistiche,ed alla destinazione della zona a cui è situato l’immobile. Il limite di tollerabilità delle immissioni ha infatti un carattere relativo valutando le condizioni naturali e sociali dei luoghi, delle attività normalmente svolte, dei sistemi di vita e delle abitudini della popolazione. Tutti questi elementi devono essere valutati in mo do obiettivo evitando considerazioni relative alle singole persone interessate alle immissioni. In relazione alle immissioni sonore deve tenersi conto della cosiddetta rumorosità di fondo della zona e cioè del complesso di suoni, di origine varie e spesso non identificabili sulla quale si inseriscono rumori più intensi di veicoli o di grida o altro. Le immissioni sonore che oltrepassino il normale limite di tollerabilità costituiscono fatto illecito e pertanto oggetto di possibili azioni legali tese a farle cessare.

 

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a cura di: Direzione Pubbliche Relazioni e Comunicazione