Disuguaglianza in salute è il termine generico usato per descrivere differenze, variazioni e disparità nel raggiungimento della salute da parte di individui e gruppi. Disuguaglianza in salute è, dunque, un termine descrittivo che non implica necessariamente un giudizio morale.
Le iniquità in salute sono, invece, quelle disuguaglianze considerate ingiuste o originate da qualche forma di ingiustizia. Parlare pertanto di iniquità significa aggiungere un giudizio morale al significato di disuguaglianza .
La maggior parte delle disuguaglianze in salute tra gruppi sociali risultano ingiuste perché riflettono una distribuzione ingiusta dei determinanti sociali di salute che ne sono alla base.
Ci sono opinioni che tendono a negare questo ruolo dell’ingiustizia sociale, mettendo al centro della questione, il libero arbitrio e la responsabilità individuale nella cura della propria salute. Visioni di questo genere possono spiegare la scelta di comportamenti rischiosi, quando questa è fatta in piena libertà (ad esempio uno sport pericoloso, ma non sono sufficienti di fronte alle scelte compiute in condizioni di libertà limitata (ad esempio fumo, alcol, droghe). Forti condizionamenti sono, infatti, dati dalle caratteristiche sociali, economiche e culturali dell’ambiente in cui si vive.
Il dato che emerge in maniera più inaspettata è quello di un gradiente sociale nella salute. Ad ogni livello della posizione sociale, chi sta in posizione più avvantaggiata presenta un profilo di salute migliore rispetto a chi sta in posizione più svantaggiata. Scrive G. Costa a proposito dello studio condotto sullo stato di salute della popolazione di Torino: ” L’aspetto più stupefacente e sorprendente delle disuguaglianze nella salute è la loro regolarità nella scala sociale. A qualsiasi livello della scala sociale ci si ponga, il livello inferiore presenta un profilo epidemiologico più sfavorevole di quello immediatamente superiore” .
Le disuguaglianze sociali nella salute nei paesi in cui sono state studiate, compreso in Italia, si presentano intense, regolari e crescenti.
Il ruolo del medico, e in particolare del medico di sanità pubblica, non può, pertanto, più prescindere dal confrontarsi con le origini sociali della malattia, il loro studio, le relative interpretazioni e la ricerca di possibili soluzioni.
Bibliografia
1. I kawakchi, S. V. Subramanian, N Almeida-Filho. A glossary for health inequalities. J Epidemiol Community Health 2002; 56:647-652
2. G. Costa, M. Cardano, M. Demaria. Torino, storie di una grande città. Città di Torino, ufficio di statistica. Osservatorio
socioeconomico torinese,1998.