La comunicazione del rischio è un tipo di comunicazione tecnico-scientifica finalizzata ad aiutare le persone ad accettare, evitare o ridurre qualsiasi tipo di rischio (per la salute, per la sicurezza, per l’ambiente,…).
Un’adeguata comunicazione alla popolazione è indispensabile per fornire a tutte le persone, potenzialmente esposte ad un rischio, le conoscenze per evitarne le conseguenze e riconoscerne precocemente il danno.
La comunicazione del rischio non può prescindere dall’ascolto e dalla comprensione della preoccupazione della gente.
La nostra percezione del rischio, infatti, è il prodotto della sua quantificazione attraverso una stima numerica delle probabilità e della componente emozionale che ciascuno, in modo soggettivo associa al rischio.
Di fronte ad un rischio che scatena un forte senso di paura nelle persone, la comunicazione del rischio deve servire a sviluppare un atteggiamento appropriato, che potremmo definire come “preoccupazione informata e vigile”, al livello di rischio presente. Tale comportamento consente di affrontare la situazione nelle condizioni più favorevoli alla salvaguardia della propria e altrui salute e sicurezza, senza abbandonarsi al panico.
Vi sono molti fattori, intrinseci al tipo di rischio, che possono influire sulla sua percezione; in alcuni casi riducendola (ad es. la conoscenza del fenomeno, la fiducia nelle istituzioni, la controllabilità, la volontarietà..) in altri casi aumentandola (il potenziale catastrofico, l’incertezza degli esperti, la conoscenza delle vittime, l’attenzione dei mass media….).Chi si trova a dover gestire una situazione di rischio a volte deve cercare di tranquillizzare la popolazione quando un pericolo è sovrapercepito, in altri casi deve aumentare l’attenzione quando la situazione è grave e la popolazione sottostima il rischio.
Le Aziende Sanitarie sono uno dei principali attori in gioco nella comunicazione del rischio. A loro spetta il compito di intervenire per fornire ai cittadini conoscenze sui rischio e sui comportamenti da adottare per tutelare la salute in caso di incidenti o malattie prevenibili; sono l’organo tecnico a supporto dell’autorità sanitaria (il sindaco) e, spesso, sono chiamate in causa anche per aiutare a ricercare soluzioni di condivise in casi controversi e conflittuali. La comunicazione del rischio per l’Azienda Sanitaria rappresenta quindi una attività fondamentale per la tutela della salute pubblica, per garantire al cittadino un diritto all’informazione sancito da diverse leggi e per sviluppare positive relazioni sociali nella comunità.
Poiché “non si può non comunicare”( Watzlavick, Pragmatica della comunicazione umana), tutto, anche il silenzio comunica qualcosa; non essendo possibile sottrarsi è quindi necessario che le Pubbliche Amministrazioni, come tutti, imparino a comunicare al meglio, per evitare di commettere errori che possono produrre danni alla salute, sviluppo di conflittualità sociale, perdita di credibilità e fiducia nelle istituzioni.
Per una comunicazione efficiente ed efficace del rischio, sono indispensabili:
• la conoscenza delle tecniche di comunicazione
• l’adozione di un atteggiamento competente e responsabile
• un alto livello di fiducia e di credibilità presso la popolazione
Un approccio partecipato fin dalle prime fasi, oltre a permettere la raccolta di utili elementi di conoscenza sulle opinioni dei cittadini, è utile anche per la crescita di fiducia.
La Regione Emilia-Romagna, ha cercato di valorizzare e sostenere l’attività di comunicazione attraverso la creazione nei Dipartimenti di Sanità Pubblica, di un’Area dipartimentale denominata “Epidemiologia e comunicazione”. All’interno di tale Area è stata prevista la costituzione di uno Sportello per la prevenzione che rappresenta la struttura organizzativa deputata a potenziare e a valorizzare la comunicazione del rischio.
Questa struttura organizzativa ha il compito di promuovere e supportare all’interno della Azienda sanitaria le attività di comunicazione del rischio collaborando con le altre strutture aziendali deputate alla comunicazione: uffici stampa, pubbliche relazioni, uffici relazione con il pubblico…
Questo lavoro comune può portare, negli operatori dei servizi, alla crescita di una nuova cultura orientata a soddisfare anche i bisogni informativi del cittadino, che è sempre meno “paziente” e chiede di essere sempre più “competente”.