|
|
Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena
L'ospedale Bufalini, dal Medioevo alle sfide del XXI secolo La prima testimonianza dell'esistenza di una rete di istituzioni sanitarie a Cesena risale ad un lascito di tale Donna Benasai del fu Aunesto, datato 1297. A dare avvio ad una fervida attività ospedaliera furono i religiosi e le confraternite laicali, animati da spirito di carità verso i più deboli. Alla fine del Trecento operano a Cesena gli ospedali S. Bartolomeo, S. Antonio, S. Tobia e SS.mo Crocifisso. Quest'ultimo abbandona nel Cinquecento la sua dimensione di lazzaretto divenendo una vera e propria organizzazione di servizi. Nel 1797 la sede si sposta nell'ex convento di S.Rocco mentre nel 1811 nell'ex convento di San Domenico dove rimane fino agli inizi del Novecento, quando viene eretta la nuova costruzione nei pressi della ferrovia. Per l'occasione l'ospedale viene intitolato all'illustre medico cesenate Maurizio Bufalini. Al termine della seconda guerra mondiale si avvia la costruzione dell'attuale sede. Oggi, l’ospedale Bufalini è una struttura all'avanguardia con numerose eccellenze che ne fanno un punto di riferimento a livello regionale e nazionale. Per saperne di più: consultare presso l'Ausl il volume storico Sanità e Società a Cesena 1297-1997
|
Ospedale Ginesio Marconi di Cesenatico
Dall'ospedale civile di inizio secolo all'attuale complesso ospedaliero, in fase di grande rilancio L’Ospedale Marconi di Cesenatico prende il nome dal Dott. Ginesio Marconi, primo medico dal 1° agosto 1893 al 19 gennaio 1917 del Vecchio Ospedale civile che egli contribuì a risanare e al quale dedicò una Relazione Sanitaria, tuttora uno strumento prezioso per conoscere l’assetto della struttura all’epoca. L’attuale complesso ospedaliero, la cui attività iniziò ufficialmente il 5 novembre 1970, si compone di un padiglione principale a tre piani, a triplo corpo di fabbrica, dedicato prevalentemente alle degenze, e di un secondo corpo ad un piano, destinato ai servizi di accettazione e diagnosi. In un secondo tempo è stato aggiunto un ulteriore corpo a due piani con planimetria ad "Y" (completamente sfalsati rispetto ai piani esistenti) destinato a funzioni ambulatoriali. Oggi l’ospedale G. Marconi è oggetto di lavori di ristrutturazione e potenziamento delle specialità ambulatoriali presenti. Tra le novità le visite di chirurgia vascolare, urologia, odontoiatria, l’utilizzo della tecnologia radiologica ed ecografia ed uno sviluppo ulteriore dell’area cardiologia.
|
Ospedale Pietro Angioloni di San Piero in Bagno
Due secoli di storia per l'Ospedale Angioloni di San Piero in Bagno La fondazione dello "Spedale Civile" di S. Piero in Bagno si deve alla generosa volontà di Don Pietro Angioloni. Questo sacerdote nasce il 18 Settembre1623 nella terra di S.Piero da illustre e antica famiglia e muore a Firenze il 30 Dicembre 1701. Il progetto per la costruzione dello stabile, compilato dall’Ing. Arch. Giuseppe Michelacci di Firenze, viene approvato con un Rescritto Sovrano il 27 gennaio 1841. Nel 1855, l’epidemia colerica fa aprire la porta del Pio Spedale, convertito a lazzaretto. Nel 1857 vengono ricoverati 46 ammalati, dei quali 33 escono per guarigione, 8 muoiono e 5 rimangono degenti. In seguito alla "riunione" della Toscana al Regno d’Italia, l'ospedale provvede a dotarsi di uno Statuto, composto di 43 articoli. Nel rispetto delle volontà testamentarie di Don Pietro Angioloni, l’art. 2 prevede che la struttura abbia per scopo "la cura dei miserabili infermi della Comunità di Bagno". Nel 1906, dopo 50 anni di attività, il nosocomio ospita 140 ricoverati per un totale di 2666 giornate di degenza, 127 malati usciti, 7 decessi e 6 degenti. Negli anni a seguire il patrimonio della fondazione e le rendite annuali crescono grazie ai lasciti di numerosi benefattori, i cui nomi sono ancor oggi impressi su una lapide di marmo all’ingresso dello stabile.
|
|
|